Intolleranze e allergie

Ognuno di noi ha delle reazioni avverse a determinati cibi – non di gradimento o meno, ma vere e proprie risposte dell’organismo verso uno o più particolari alimenti. Queste reazioni danno origine a una serie di disturbi di cui spesso non si capisce l’origine, dal gonfiore addominale all’acne, dalle emicranie alla ritenzione idrica e altri ancora.
Non solo: provocando un’infiammazione sistemica blanda, nel lungo periodo, soprattutto se sottovalutate, le intolleranze possono portare a quei blocchi energetici responsabili dell’insorgenza di malattie anche gravi.

Come riconoscere le intolleranze alimentari

Image Regenerative Clinic, per il suo orientamento al benessere più completo del paziente, pone grande attenzione al tema delle intolleranze alimentari, proprio per la loro natura subdola, che porta sempre a un indebolimento organico di cui, nella maggior parte dei casi, non si è nemmeno consapevoli.

Due i metodi prediletti dalla nostra clinica per individuarle con precisione:

  • la biorisonanza, macchinario biomedico che analizza un campione biologico (saliva), dando un responso di alta affidabilità scientifica;
  • test chinesiologici, ossia test muscolari che misurano la forza in risposta a un determinato alimento, definiti dal Dottor George Goodheart, scopritore della tecnica, “il codice per parlare al corpo e ricevere risposte da esso”.

Differenza tra intolleranze e allergie alimentari

A differenza di quanto avviene nelle allergie alimentari, le intolleranze non dipendono dall’attivazione anomala del sistema immunitario e non danno reazioni pericolose. Si manifestano gradualmente, a volte in modo equivoco, per cui vengono spesso ignorate. In genere i sintomi sono proporzionali alla quantità dell’alimento ingerito e alla ripetitività con cui questo viene consumato (come se l’organismo si “intossicasse”).

I cibi ai quali si è intolleranti risultano spesso insospettabili e sani e, ovviamente, sono del tutto soggettivi.

Tipologie di intolleranze alimentari

Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono determinate dall’incapacità di metabolizzare alcune componenti e la più comune è al lattosio; altro esempio di intolleranza dovuta alla carenza di un enzima è quella al glutine, ampiamente sviluppata e altrettanto sottovalutata, in particolar modo in Italia e nel bacino mediterraneo.

Le intolleranze possono manifestarsi anche in seguito all’assunzione di alimenti che vengono considerati “farmacologici”, come la caffeina e l’alcol, oppure verso gli additivi alimentari (dolcificanti, esaltatori di sapidità, conservanti e coloranti).

Sintomi delle intolleranze alimentari

I disturbi da intolleranze sono molteplici e vari, soprattutto a livello gastrointestinale, dermatologico e respiratorio. I più comuni sono gonfiore addominale, flatulenza, difficoltà di digestione, gastriti, coliti, afte, stipsi o diarrea, dermatiti ed eczemi, acne, orticaria, indebolimento dei capelli e delle unghie, ma anche ritenzione idrica, sonnolenza e stanchezza, insonnia, asma e raffreddori cronici, emicranie, difficoltà nel perdere peso e persino lievi forme di depressione.

In presenza di intolleranze alimentari occorre eliminare per un periodo, sotto controllo medico, i cibi responsabili del disturbo, sostituendoli con altri capaci di soddisfare le esigenze nutrizionali dell’organismo. Dopo la temporanea astinenza, si può provare a reintrodurre i cibi avversi gradualmente testando le reazioni individuali.

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